I lavori in quota


L’art. 107 del D.Lgs. 81/08 definisce il lavoro in quota come le attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da un’altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile.
Sono comprese anche le attività di scavo che prevedono profondità superiori a 2 metri. La definizione di lavoro in quota, quindi, non rappresenta necessariamente un’attività svolta in alto, ma qualunque lavoro che prevede la possibilità di caduta da oltre 2 metri è definito come tale.
L’art. 105 del D.Lgs. 81/08 elenca tutte le attività che rientrano nei lavori in quota, ossia:

  • lavori di scavo;
  • lavori di montaggio e/o smontaggio di elementi prefabbricati;
  • lavori di demolizione;
  • lavori di messa in sicurezza delle pareti rocciose;
  • attività di deramificazione (potatura);
  • attività svolte su coperture, su scale a pioli portatili e su ponteggi;
  • lavori di installazione di impianti e linee elettriche;
  • lavori di trasformazione o rinnovamento.

L’art. 106 del D.Lgs. 81/08 specifica, invece, le attività escluse dalla definizione di lavori in quota:

  • i lavori di prospezione, ricerca e coltivazione delle sostanze minerali;
  • le attività di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio nazionale, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e nelle altre aree sottomarine, comunque, soggette ai poteri dello Stato;
  • i lavori svolti in mare.

I lavori in quota possono venire svolti attraverso l’impiego di opere provvisionali come anche i ponteggi, i trabattelli e le piattaforme aeree.

È fondamentale, quindi, che il datore di lavoro svolga un’attenta analisi dei rischi i cui risultati devono essere specificati all’interno del documento di valutazione dei rischi (DVR) e che individui le misure di prevenzione e protezione da attuare per contenere il rischio, dando priorità alle misure collettive rispetto a quelle individuali.
Il datore di lavoro dovrà prendersi cura della salute e sicurezza dei propri lavoratori anche nel caso in cui essi compiano attività lavorative al di sotto dei 2 metri, per cui dovrà prescrivere le dovute misure di prevenzione e protezione dal rischio di una eventuale caduta.

DPI per lavori in quota
I dispositivi di protezione collettiva si dividono in:

  • parapetti, che impediscono la caduta dall’alto del lavoratore dalle superfici di lavoro piane ed inclinate;
  • reti di sicurezza, che impediscono e/o riducono gli effetti della caduta dall’alto del lavoratore;
  • sistemi combinati, cioè parapetti e reti di sicurezza integrati fra loro. Devono essere utilizzati se le singole protezioni non eliminano o riducono il rischio ad un livello accettabile.

L’art. 115 del D.Lgs. 81/08 stabilisce che, qualora non sia stato possibile eliminare tutti i rischi attraverso l’applicazione dei sistemi di protezione collettiva, occorre che i lavoratori utilizzino in aggiunta anche i sistemi di protezione individuali, quali

  • imbracature;
  • cordini;
  • connettori;
  • assorbitori di energia;
  • dispositivi retrattili;
  • dispositivi di ancoraggio;
  • guide o linee vita flessibili;
  • guide o linee vita rigide.

Questi DPI anticaduta rientrano nella III categoria e proteggono il lavoratore da conseguenze molto gravi quali MORTE o danni alla salute irreversibili e devono rispondere a requisiti ben precisi definiti dalla normativa tecnica e dalla legislazione vigente.

Il D.Lgs. 81/08, articolo 77, comma 4 lettera a) stabilisce che “Il datore di lavoro debba mantenere in efficienza i DPI e ne assicuri le condizioni d'igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante.

La direttiva europea 89/686/EEC prescrive che ogni dispositivo di protezione individuale (DPI) contro le cadute dall’alto sia sottoposto ad un controllo annuale da parte di persona competente, in modo da verificarne la funzionalità e sicurezza e registrarne i dati essenziali per la sua gestione, quali identificazione, messa in servizio, controlli periodici, messa fuori uso mediante redazione e aggiornamento della scheda di vita.
Alla luce di quanto sopra, la GIANFRANCO SAVANI SRL è a disposizione per